Di questi tempi le persone e le aziende hanno bisogno di confrontarsi con le considerazioni che riguardano il significato di “cambiamento”?

Le trasformazioni tecnologiche e sociali alle quali assistiamo portano le persone e le organizzazioni ad interrogarsi sull’opportunità di mantenere lo “status quo” raggiunto o di mettere in moto ulteriori energie per “evolvere” le situazioni.

A prescindere dai risultati più o meno soddisfacenti che si stanno ottenendo, la risposta a tale quesito è però insita nella domanda stessa.

Sono le “resistenze al cambiamento” che sembrano impedire l’osservazione attenta della realtà e quindi l’accettazione della stessa.

Infatti, ogni cambiamento avvenuto ha di per sé già alterato in qualche modo la condizione precedente: quindi gli individui, i gruppi e le organizzazioni vivono da sempre immersi nella necessità di cambiare continuamente, escludendo di fatto la possibilità di mantenere una qualche forma di stabilità acquisita che, prima o poi, si rivela sempre come “precaria” cioè soggetta ad ulteriore evoluzione.

Il fatto di non essere predisposti ad andare incontro all’incertezza è il motivo per cui si evita talvolta di fare qualcosa che ci porti a migliorare le condizioni in cui ci troviamo.

Scritto da: Claudio Frasson

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